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jueves, 23 de mayo de 2013

PERIODISTAS DE HONDURAS

feliz dia del periodista con cadenas, con censuras, sin libertad, con barreras, con fronteras, sin solidaridad  egoismo, y  miedo. itsmania
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Happy day the journalist with chains, with censorship, without freedom, with barriers, boundaries, without solidarity and selfishness, fear. itsmania

SORAYA. Casi - Su himno de batalla

Last night I slept hugging clouds
dream pillows on a bed of dreams
since childhood I imagined this life
crossing challenges to reach my top
in an instant I lost all certainty
doubts and anger marked in my essence

It will be a nightmare, can not be true
I wake up a cave
I start to slide

I almost just faith
almost escapes me love
I almost broke the innocence
I exhausted all the strength to fight another day
I almost gave up until I thought about you
I almost gave up ... but I thought of you.

I see my reflection a face betrayed
facing the specter of a tired body
Why now, why me, why this?
questions with answers that only come with time

It will be a nightmare can not be true
I wake up a cave
I start to slide

I almost just faith
almost escapes me love
I almost broke the innocence
I exhausted all the strength to fight another day
I almost gave up until I thought about you
I almost gave up ... but I thought of you.

When only hear the beating of your heart
find between your rhythm and reason silence ...

I almost just faith
almost escapes me love
I almost broke the innocence
I exhausted all the strength to fight another day
I almost gave up until I thought about you
I almost gave up ... but I thought of you.
http://www.youtube.com/watch?v=6scAFxsf1V4

martes, 21 de mayo de 2013

HONDURAS: Periodista ceibeño sufre atentado

 

El reconocido periodista ceibeño José Ramón Maldonado, de 52 años de edad, y su camarógrafo Daniel Sánchez, se salvaron de morir luego que un individuo disparó contra el vehículo en el que se conducían.
Ramón Maldonado dijo que lo quisieron matar para evitar que diga la verdad.
Ramón Maldonado dijo que lo quisieron matar para evitar que diga la verdad.
El hecho ocurrió a las 9:00 de la mañana de este lunes cuando el comunicador salía del canal Litoral Atlántico donde labora, ubicado en la colonia El Toronjal de esta ciudad.
Según información preliminar de las autoridades, el automotor recibió tres impactos de bala, uno en el radiador y dos más en la puerta del pasajero.
Tras el ataque, Maldonado interpuso la denuncia en las oficinas de la Dirección Nacional de Investigación Criminal (DNIC).
“Venía saliendo del canal después de las 9:00 de la mañana a buscar la noticia, cuando habíamos recorrido una cuadra y hacer el alto observé que un joven estaba parado en la esquina junto a una moto como esperándonos y comenzó dispararnos. Después lo seguimos pero no pudimos alcanzarlo y huyó por la carretera camino al aeropuerto. Nos quieren callar, pero ya están las investigaciones para dar con los responsables del atentado”, manifestó Maldonado en la sede policial.
NO HABÍA RECIBIDO AMENAZAS
En su programa matutino “Noticias con Café”, el cual dirige de lunes a viernes de 6:00 a 9:00 de la mañana, Maldonado ha sido un férreo crítico contra las políticas de la corporación municipal.
El vehículo en el que se conducían el periodista y el camarógrafo tiene varias perforaciones de bala.
El vehículo en el que se conducían el periodista y el camarógrafo tiene varias perforaciones de bala.
“No habíamos recibido amenazas y no sabemos de dónde puede venir el ataque. Nosotros hemos tocado temas candentes en beneficio del pueblo. Pensamos que uno de esos temas ha lacerado los intereses de un grupo económico o persona en particular”, dijo.
“Uno de los que más hemos discutido casi permanente ha sido las situaciones que se generan alrededor de la corporación municipal, y otros medios también lo tocan, aunque nosotros con mayor profundidad”, agregó el comunicador social.
Ramón Maldonado tiene más de 20 años de carrera en el periodismo ceibeño. Actualmente es el director del canal Litoral Atlántico de esta ciudad.
Además, labora como corresponsal del canal “Hable como Habla”, del también periodista Eduardo Maldonado, de quien es pariente.

Minacciata di morte la blogger coraggio dell’Honduras


  • Minacciata di morte la blogger coraggio dell’Honduras
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Minacciata di morte la blogger coraggio dell’Honduras

Libertà di espressione | Itsmania Pineda Platero è la direttrice di Xibalda, un’associazione impegnata nel campo della pubblica sicurezza e della riabilitazione dei giovani in Honduras. Ha anche un blog, in cui quando trova un po’ di tempo pubblica post sulla libertà d’espressione, la criminalità organizzata, il futuro dei giovani del suo paese.
Il 6 gennaio, alle 6 di pomeriggio, Itsmania risponde a una chiamata sul suo cellulare; una voce maschile sconosciuta le dice :“Cagna, ti ammazziamo” e riattacca. Quattro ore dopo, altra telefonata: sente voci maschili parlare a una certa distanza e, nitido, come se qualcuno avesse avvicinato una pistola al microfono, il clic del grilletto.Passano poco più di 48 ore, mezzogiorno dell’8 gennaio era passato da 27 minuti e questa volta la minaccia arriva via sms: “Non giocare col fuoco, neanche i tuoi guardaspalle ti salveranno. Stai attenta”.
La mattina dopo, alle 8.26, ecco un altro sms: “Da un momento all’altro veniamo a prenderti e ti lasciamo al Crematorio, saremo il tuo incubo”.
Il Crematorio è la principale discarica della capitale Tegucicalpa, dove già in passato sono stati ritrovati i corpi di persone assassinate.
Gli autori di queste minacce sembrano conoscere molto bene Itsmania, salvo per un particolare: non ha alcuna scorta e Amnesty International ha lanciato un appello alle autorità dell’Honduras perché la pongano immediatamente sotto protezione e indaghino per risalire a colui, o coloro che hanno messo il terrore addosso alla giovane attivista.
Itsmania era stata protagonista, sfilando in testa al corteo dei “Giornalisti per la vita e la libertà di espressione”, durante una manifestazione duramente repressa davanti al palazzo del governo, lo scorso 13 dicembre.
Quello di Itsmania non è un caso isolato. Gli attivisti e i giornalisti, soprattutto quelli che si occupano di criminalità organizzata, che denunciano le violazioni dei diritti umani e che hanno criticato il colpo di stato del 2009, sono spesso oggetto di intimidazioni e aggressioni. Il 5 dicembre, due attivisti dello storico Comitato per la difesa dei diritti umani in Honduras erano stati minacciati in una piazza del centro di Tegucicalpa. Sempre nel 2011, ad Alex David Sanchez Alvarez  hanno mostrato per due volte la pistola: un avvertimento chiaro.
Le indagini, quando vengono aperte, sono approssimative. Chi denuncia, non riceve protezione.
L’Honduras continua a essere un paese pericoloso per chi esprime le sue idee o difende i diritti umani.

viernes, 17 de mayo de 2013

La libertà di stampa... dalla A alla Z


La libertà di stampa...
dalla A alla Z

In occasione della giornata mondiale vediamo l'abc dei paesi a rischio

Dalla A di Azerbaijan alla Z di Zimbabwe, passando per la Cina, l’Iran o il Turkmenistan: in tutto il mondo diversi Stati mettono in atto misure per controllare la rete Internet con lo scopo di bloccare il lavoro d’informazione di giornalisti, blogger e militanti per i diritti umani.
I metodi utilizzati sono diversi. Si va dalle “soluzioni” tecnologiche che bloccano i motori di ricerca o modificano le pagine “ostili”, a quelle economiche che impongono dei prezzi proibitivi per gli abbonamenti a internet. In diversi paesi vengono poi messe in atto svariate misure legislative che permettono il controllo delle discussioni in rete, degli scambi di mail, delle chat, ecc. Se si sale infine nella scala della repressione si arriva alla imprigionamento e alla tortura di giornalisti e militanti, anche solo per ottenere la loro password sui profili dei social network. L’atto ultimo è l’assassinio: nel 2012 sono stati uccisi 88 giornalisti e 47 citizen-journalist.
In occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa facciamo un giro d’orizzonte, basandoci sul rapporto annuale pubblicato dall’organizzazione Reporter Sans Frontières (RSF)
Azerbaigian: Ermin Milli è uno scrittore e dissidente azero. Dopo aver lanciato una campagna tramite alcuni blog, Facebook et Twitter per denunciare la repressione del suo governo, nel 2009 Milli è stato condannato a due anni e mezzo di prigione. Dopo sedici mesi è stato rilasciato condizionalmente grazie alla campagna internazionale lanciata a suo favore su internet.
Bahrein: @angryarabiya ha più di 45'000 followers su Twitter. Il suo nome è Zainab al Khawaja ed è una giovane madre diventata sul web un simbolo delle manifestazioni per la libertà scoppiate in Bahrein del 2011. Più volte arrestata, attraverso Twitter Zainab continua a raccontare al mondo le repressioni di cui è vittima.
Cina: Secondo il rapporto di RSF, la Cina resta uno dei paesi col più alto tasso di cyber censura e, con un gran numero di giornalisti e di cyber attivisti in prigione, “non mostra alcun segno di miglioramento”.
Daghestan: La Repubblica semiautonoma del Daghestan è considerata la regione più pericolosa della Russia per i giornalisti. Negli ultimi anni diversi reporter sono stati uccisi. Nel 2009 la rivista Dosh, dedicata all’attualità politico-sociale del Caucaso, è stata premiata da STF per la qualità delle informazioni pubblicate. Da allora il suo sito è stato oggetto di attacchi informatici per limitare le prestazioni e renderlo impossibile da consultare.
Eritrea: L’Eritrea è ormai affezionata all’ultimo posto della graduatoria stilata da SRF. Nel paese il tasso di connessione a internet è infinitesimale e un abbonamento personale è vietato. Le autorità colpiscono anche i media eritrei attivi all’estero. Creata nel 2009 da alcuni giornalisti in esilio, Radio Erena è stata vittima di diversi cyber attacchi provenienti presumibilmente dal governo di Asmara.
Finlandia: Lo Stato scandinavo è l’esempio opposto e occupa ormai da tempo il primo posto mondiale per libertà di stampa. In Finlandia l’accesso ad internet ad alta velocità è un diritto garantito a tutti i cittadini dalla Costituzione.
Giappone: Nel paese del Sol levante l'informazione è sotto il controllo da parte di un sistema chiamato “kisha club”, le associazioni di giornalisti che operano per media tradizionali e che non ammettono tra i loro membri freelance o operatori del web. La prima conferenza stampa aperta ai media online e ai giornalisti indipendenti è stata nel 2009. Le censure imposte al soggetto “Fukushima” hanno fatto retrocedere di 31 posizioni il paese asiatico.
Honduras: Diciassette giornalisti sono stati uccisi in Honduras dopo il colpo di Stato del 2009. Itsmania Pineda Platero è giornalista e presidente di Xibalba, una ONG attiva in difesa dei diritti umani. È costantemente minacciata su internet, via Skype e Twitter, riceve cyber attacchi sulla sua posta privata e sul suo blog.
Iran: Secondo il rapporto di RSF, l’Iran fa uso di un mix tra “le nuove tecnologie che permettono di bloccare il web e di tecniche brutali come l’imprigionamento dei giornalisti per controllare il flusso d’informazioni, soprattutto quelle che riguardano il programma nucleare”.
Laos: Il paese è conosciuto per essere uno dei più isolati del sud est asiatico. I suoi media sono controllati dal Partito rivoluzionario del popolo, al potere dal 1975. Tutti i media di massa appartengono allo Stato e l’accesso a internet è fortemente controllato e sorvegliato. Ciononostante il tasso di cittadini connessi sta aumentando celermente.
Messico: Sono ormai i blog a raccontare la narco-guerra e la violenza che imperversa nel paese. Con 25 milioni di visite al mese nel 2012, il Blog del Narco è sicuramente il più conosciuto. A più riprese il blog ha subito dei cyber attacchi. Nel settembre del 2011 due collaboratori sono stati torturati, sventrati e appesi ad un ponte.
Nigeria: La censura di un documentario sul taglio ai sussidi governativi al carburante ha scatenato il movimento Occupy Nigeria. Secondo gli attivisti il documentario è diventato virale sui i blog nigeriani che hanno tentato di renderlo pubblico.
Oman: Mukhatar Mohamed Al-Hinaei è un blogger e attivista di questo piccolo sultanato. Lo scorso settembre è stato condannato ad un anno di prigione e ad una multa di 2'600 $ per avere insultato il Sultano Qaboos, al potere da 43 anni. Altre recenti decisioni giudiziarie concernono blogger e militanti per i diritti umani.
Pakistan: Lo scorso ottobre la blogger quattordicenne Malala Yousafzai è sfuggita ad un attentato rivendicato dalla costola locale dei talebani. La quasi totalità del traffico internet del paese passa tramite il Pakistan Internet Exchange. Questo sistema di controllo permette al governo di vietare l’accesso a siti “contrari al costume”, ad esempio Facebook, Youtube o la rivista Rolling Stones.
Qatar: Il principato dei Mondiali di calcio 2022 è uno degli stati arabi più connessi al web. Ed anche uno di quelli in cui internet è più censurato. Secondo fonti statunitensi il governo del Qatar censura internet attraverso un “proxy server” che monitora e blocca i siti, le mail e le chat.
Ruanda: Lo scorso mese di agosto è stata votata una legge che autorizza i servizi di sicurezza ad ascoltare tutte le conversazioni telefoniche e leggere gli e-mail privati. Questa legge punisce chiunque consulti su internet i siti non approvati dallo Stato.
Siria: Malgrado il conflitto la Siria non ha perso posizioni nella speciale graduatoria, dove occupa fissa la quart’ultima posizione. Prima ancora dello scoppio delle ostilità, i giornali e internet in Siria erano rigidamente sorvegliati dai moukhabarat, i servizi segreti. Secondo RSF in due anni sono rimasti uccisi 58 “giornalisti-cittadini”, i blogger che diffondono sui social network le atrocità del conflitto.
Turkmenistan: Lo Stato controllato dal “presidente” Gurbanguly Berdimuhammedow continua ad essere uno dei più ostili in quanto a libertà d’espressione e continua ad impedire, tecnicamente e finanziariamente, lo sviluppo di internet. La censura è imposta in maniera drastica e il “Turkmenet” è di fatto una piattaforma priva di qualsiasi soggetto politico e sociale. Solo il 2,2% dei turkmeni sono connessi.
Uzbekistan: Nel paese dell’Asia centrale viene usato un sistema che fa in modo che l’accesso ai siti dei dissidenti non sembri bloccato. Secondo RSF, le autorità uzbeche copierebbero i siti controversi e li modificherebbero in seguito con lo scopo di indebolire le prese di posizioni vietate.
Vietnam: Huynh Ngoc Chen è una blogger vietnamita premiata di recente con il “Netizen of the Year 2013”. Nel discorso tenuto in occasione della giornata mondiale contro la cyber censura, la blogger ha qualificato il Vietnam, di “nemico di Internet”.
Zimbabwe: Malgrado la censura imposta dal regime di Mugabe, l’utilizzo di internet si sta sviluppando nel paese africano. Alcune piattaforme online utilizzano appositi software per diffondere i messaggi politici.

Freed omof Speech works in Theory
Libertad de expresión funciona en la teoría
25 de mayo dia del periodista HONDURAS
May 25 HONDURAS day of journalist
Itsmania pineda platero

impunity grows before Honduran journalists murderedMore than 400 journalists, communicators and media owners work under threats.SOURCE CONADEH
From 2003 to 2013 34 journalists have been killed, including journalists, broadcasters, media owners, editors and journalism students.

The first case occurred in the administration of President Ricardo Maduro (2002-2006), when the November 26, 2003 was killed Corporation managing director Maya Vision, Channel 7, Santa Rosa Copan. Minutes before starting the transmission of the news, an alleged unknown, using a gun with a silencer, shot Rivas causing instant death. Rivas's assassination marked the beginning of a decade of constant mourning for the Honduran press.

Another similar Honduran society hit happened four years later, when he ruled Manuel Zelaya Rosales (2006-2009). Two strangers took the life of the journalist and humorist Carlos Salgado, well known for his comedy show called "Bean the Terrible". Salgado left the studio after recording his popular program that combined news and humor about everyday problems, when gunmen shot him and then fled in a van. Salgado, known also for his political satire, was in the air for over 20 years.

Currently the cases of these two renowned journalists were forgotten memory both in society as well as the obligations of the authorities responsible for investigating these cases ..In the administration of Zelaya were five murders of journalists. In the administration of Roberto Micheletti (June 2009 to January 2010) was a case. The situation boiled over in the current government of Porfirio Lobo Sosa.

At the end of three years there have been 27 murders of journalists, representing 79 percent of all cases. "This radiography in insecurity for the Honduran press,

Francisco Morazán reported 12 violent deaths (35%) journalists; Cortés, 7 (20%), Atlantis, 4 (12%), Copan, 2, Columbus 2; Olancho, 2, El Paraiso, 2, Santa Barbara , 1; Yoro, 1, and Lempira, 1 ", sets the CONADEH report.Of the 34 reported cases, since November 2003, to date, only one has been the subject of a conviction, this represents a three percent. However, there are 33 (97%) cases in which parties are enjoying impunity, which demonstrated that Honduras remains a country without justice for the victims and punishment for the perpetrators.

The case study reveals that 30 journalists, representing 88%, were killed with a firearm, a knife, two strangled and one that know the type of gun used to take his life.

Of the 34 journalists who died violently, 14 (41%) worked in radio, 9 (26%) on television, five (15%) combined his work in radio and television, two (6%) in the area of communication or public relations, one (3%) as a photojournalist and editor of news and in three cases no records where worked, states the report of the National Commissioner of Human Rights.On the eve of the Journalist Day, celebrated every May 25, representatives of organizations of journalists, including the Association of Journalists of Honduras (CPH) and the Honduran Press Association (APH), as well as international institutions, will require the government and administration of justice authorities more willing to investigate cases of assaults and murders of journalists and greater respect for freedom of speech and press.
http://www.youtube.com/watch?v=FddNYpwcV

domingo, 12 de mayo de 2013

Jonathan Rousse "man I look for his son" l receive prize Honduras


BY ITSMANIA PINEDA PLATERO

It was a Sunday when I touch the door to Doña María Isabel Barahona, with a sweet smile, wonder lady told me that my son is here, Isabella said take it pass if he stayed for the night brings many dangers, and it was too late to leave his characteristic smile ir.Con waved an indelible mark, that would be the first sponsor that XIBALBA Organization, two days after our joys sorrows became Christopher's son ran out his days a volunteer ran six years old, leukemia childhood hiding from pain, Isabel said go ask for help to Don Jonathan he is a good man, this action was a matter of minutes when the media and asking for a better quality of life for the child Cristopher.Siete days after dying in his house in the colony iberia, was two in the afternoon when knocked on the door, I was privileged to open it to find in front of me to a "smart journalist" put on humility his face full of joy home, as gentle breeze filled a meadow dry, carried in his hands a toy, a large light busito amillo and much more he said, I come to visit Christ told me that his dream was to have a busito and seven days later I in finding exactly what he wanted and here I am with your toy dick. The next day the child died gave Don Jonathan said quality of life. All XIBALBA loves Lord of the Honduran press ..Roussel, 75, is also education teacher, philosopher studies in Guatemala, aviation pilot and director of two programs currently in Tegucigalpa television channels.
He is also director of a talk show, with much critical content on Radio Cadena Voces, a major news networks Honduras.
Natural Yoro department of the same name, Roussel was born on August 16, 1937 and has extensive journalistic career of 57 years, during which he has worked in newspapers such as the now defunct newspaper "The Day", in the 60 century past, and as a correspondent for an international news agency.
The communicator was also the first television journalists in Honduras, but his career has been in radio.